Intervista a MASHA BAZUEVA

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  • Ciao Masha, partiamo con la domande di rito. Raccontaci di te, qual’è la tua professione, come mai hai scelto il 3d e soprattutto quando hai iniziato ad usare Blender 3d.

Ciao Andrea!
La mia professione è quella di 3D Artist. Tendenzialmente mi occupo di Modellazione e Texturing di assets, ma che ci vuoi fare, spesso finisco anche per fare altre cose come piccole animazioni, simulazioni ecc.
Al 3D ci sono arrivata per gradi. Sono sempre stata una persona a cui piaceva fare cose creative: disegnavo, facevo cose a caso(molte erano orrende)stile Art Attack, alle medie trasformavo i miei diari in raccoglitori di scritte stile sreet art con tutta robbaccia(catene, lucchetti, spille)attaccata sopra. Niente di che, penso che siamo stati tutti un po’ così a quell’età. Però io ero in fissa col fare di questa passione un mestiere che non facevo altro che pensare al come. Per questa ragione come scuola superiore ho scelto il grafico pubblicitario…non sai le battaglie con mia madre per farmici mandare! Alla fine ci sono riuscita anche se solo dal secondo anno. Così ho studiato la grafica pubblicitaria per un pò. Ho anche lavorato in un e-commerce a scontornare foto e fare bannerini per il web. Poi ho fatto uno stage in una tipografia, ho imparato più cose sulla grafica in due mesi lì che in 4 anni di Grafico Pubblicitario. Una volta finite le superiori, ho pensato che fosse buona cosa espandere le mie conoscenze anche all’audiovisivo, così sono andata all’Accademia delle Belle Arti di Roma dove ho iniziato a frequentare l’indirizzo “arti Multimediali e tecnologiche” che doveva dare un’infarinatura di un po’ di tutto. Infatti è lì che ho scoperto Blender, un professore ad una lezione ce lo ha mostrato come uno dei programmi che potevamo studiare per preparare il suo esame. Così d’estate (nel 2014 credo) mi sono messa sotto con i tutorial che ho trovato in giro per YouTube e mi sono studiata le basi e ho fatto il mio primo progettino: un livello di un videogioco col game engine. Ovviamente la qualità era scarsissima, ma era un buon inizio e l’esame è andato benone. 

Vedendo il tuo ultimo lavoro (il film di Checco Zalone), forse c’è  speranza per il 3d in Italia. Come hai fatto ad entrare nel team lavorativo e qual’è stato il tuo ruolo?

In realtà è stato un pò un caso, diciamo che sono capitata al momento giusto nel posto giusto. Stavo cercando lavoro, così mi sono fatta un portfolio e l’ho mandato un pò a tutte le società che mi sembrava potessero essere interessate ai servizi di una 3D artist come me. Allo studio dove poi sono finita a lavorare serviva qualcuno che desse una mano con un progetto molto impegnativo e mi hanno chiamata. Il progetto si è concluso bene, così mi hanno chiesto se mi andava di restare per un pò a lavorare sul film di Zalone e ho detto di si.
Il mio ruolo è stato quello di modellare, texturizzare e in alcuni casi animare una serie di modelli per gli shot in cui sono presenti elementi 3D.

Anche in un film italiano e “commedia” è  stato fondamentale l’utilizzo del 3D, in quale occasione è  stato usato il computer e soprattutto Blender?

Dipende da cosa vogliamo intendere per “usare il computer. Io stessa non lo sapevo ma in moltissime scene è utilizzato il compositing e praticamente tutte sono post prodotte e color corrette. Se invece si parla in modo più specifico del 3d le scene sono queste:

  • si parte con la prima scena dell’isola che si ribalta. In questo caso è stato utilizzato un mix di softwares. Blender per realizzare il tunnel all’interno dell’occhio attraverso cui si passa per entrare nel sogno, le case, gli ombrelloni e altri elementi sull’isola(queste cose le ho fatte quasi tutte io). 3D studio Max, Worldcreator e di nuovo Blender per l’isola in sè e la vegetazione(opera di uno dei supervisori, Andrea Battistoni). Infine Houdini per la fluidodinamica (opera del 3D artist Alessandro Cangelosi).
  • Segue il fondale che s’intravede da una finestra nel sogno sul ristorante nel villaggio. C’è un baobab con le lucine (realizzato in blender da me in collaborazione con Andrea Battistoni), alcune strutture (realizzate da me in Blender, Matteo Colonna con Substance Painter e 3D studio e Simone Sasso con Maya e Zbrush). Il tutto combinato insieme da Andrea battistoni in 3D Studio.
  • poi arriva il videoclip con la canzone dove Checco con la tipa che gli piace passa da una scena all’altra con svariati luoghi italiani sullo sfondo. Qui mi sono occupata della parte iniziale dove sullo sfondo si vedono le montagne. Ho realizzato le montagne e una parte del prato frontale (quella dietro la staccionata) in Blender. La staccionata l’ha fatta Simone Sasso con Maya e Substance painter. L’altra parte frontale del prato l’ha fatta l’altro supervisore, Raffaele Nappi in 3d studio. infine le farfalline che volano le ha realizzate il supervisore Andrea Battistoni in Blender.

Il resto del videoclip è stato realizzato da Simone Sasso, Andrea Battistoni e Matteo colonna in un mix di Maya, Substance, 3D studio, Zbrush, Anima e Blender. Non ricordo esattamente chi ha fatto cosa con quale software, ero un pò incasinata in quel momento.

  • A quel punto vediamo una scena in cui Checco e gli altri vengono lasciati indietro dall’autobus, e i loro borsoni buttati giù. Ecco quelli li ha realizzati Matteo Colonna con 3D studio e Substance Painter se non erro. Fatti così bene che a guardarli sul grande schermo nemmeno direi mai che sono in 3D 🙂 Grande Matteo e grandi i ragazzi che hanno lavorato nella post produzione.
  • La scena in cui il barcone viene rovesciato da un onda è stata realizzata in Blender da Andrea Battistoni (l’onda) e con Substance Painter e maya da Simone Sasso (modello 3D della barca).
  • Quella dopo in cui sogna di nuotare in acqua e si vedono gli oggetti (scarpe ecc) sott’acqua sempre opera di Andrea Battistoni con Blender.
  • La scena con le barche delle forze dell’ordine che circondano l’imbarcazione (le barche sono in 3D) è stata realizzata da Simone Sasso e Matteo Colonna. Hanno utilizzato 3d studio, Zbrush, substance painter e Maya.
  • Infine abbiamo la mongolfiera nel clip musicale sulla Cicogna Strabica dove vediamo una mongolfiera. La parte sopra della mongolfiera è stata realizzata da me in Blender.
  • Quali problematiche hai riscontrato lavorando con Blender in collaborazione con altri software 3D?

Sicuramente la compatibilità della scala, ma questo è stato un problema che si è presentato spesso in generale quando si passava da un software ad un’altro. Ti ritrovavi sempre o gli oggetti giganteschi o puntine piccolissime. Un altro aspetto problematico erano le animazioni. Se si realizzava, per esempio, una carrellata in un software con i constraint sulla camera o qualche oggetto riggato e animato, si esportava e importava in un altro software, cambiare la carrellata o l’animazione dell’oggetto riggato era praticamente impossibile! Anche questo problema è comune a tutti i software. Un problema abbastanza noioso sono state le texture. Se si faceva il texturing in Blender e poi si voleva passare ad un altro software, bisognava fare il baking di tutto ovviamente per poterle importare ed era una bella scocciatura oltre che perdita di tempo.

Hai già idea dei tuoi progetti futuri?

Sicuro! Ne ho tantissimi! Il problema è scegliere su quali concentrarmi. Ora come ora vorrei innanzitutto portare avanti la mia collaborazione con CG Boost. Voglio sicuramente chiudere alcuni dei progetti personali che ho dovuto abbandonare quando ho iniziato a lavorare sul film e iniziarne di nuovi. La cosa su cui vorrei concentrarmi quest’anno è crescere come artista, realizzare qualche artwork che mi soddisfi realmente(cosa che fino ad ora non è ancora successa) e trovare un mio stile. altre cose a cui vorrei trovare il tempo da dedicare sono:
il gruppo che ho su facebook “Popolo Di Blender”, magari realizzare un sito dove gli utenti possano venire a cercare e condividere materiale di studio
Il mio canale You Tube e il blog dei Pirati Grafici.Vorrei andare avanti con la creazione di videotutorial e con la scrittura degli articoli.
Sono tantissime cose e devo trovare un equilibrio per poter portare avanti tutto questo…Magari trovare pure qualche collaboratore in più che possa dare una mano con la faccenda del gruppo e del sito non guasterebbe. Insomma ho parecchio su cui lavorare e riflettere. 

  • Un consiglio per chi volesse entrare nel mondo degli effetti speciali?

Per quanto pensi che non sono proprio la persona giusta per dare questo tipo di consigli (visto che comunque io stessa ci sto da poco), posso dire che quello che per me ha funzionato è questo: studiare, farmi un portfolio di lavori e poi mandarlo ovunque. Chiaramente il livello dell’accettabilità di un portfolio dipende molto da dove lo si manda. Magari quello che potrebbe andare per uno studio italiano, non va bene per la MPC (tanto per fare un esempio). Sicuramente bisogna sempre confrontarsi con quello che vediamo sul mercato ed essere critici verso se stessi (ma non troppo, sennò andiamo in depressione :P). Sono convinta che prendere parte a qualche Challenge tipo quelle di Art Station o CG Boost possa spingere a confrontarsi con gli altri artisti e capire a che livello si sta (anche a livello internazionale), Cercare Feedback da altri artisti nei gruppi e nelle communities potrebbe essere molto utile per crescere, ma occhio a chi critica tanto per criticare. Infine osservare con occhio analitico i lavori che ci piacciono creandoci una cultura visiva e studio…tanto studio. Questo è uno di quei mestieri in cui non si smette mai di studiare secondo me.
Queste per ora sono le cose che ho imparato lungo questo mio breve percorso, spero di poterne imparare altre e poterle condividere con voi! Grazie per l’intervista e buon 3D a tutti! 🙂